Un’esperienza che lascia il segno
Ci sono persone che guidano un’azienda. E ci sono persone
che, attraverso il proprio lavoro, lasciano un segno ben oltre i confini dell’impresa.
Tra queste c’è sicuramente Ulderigo Lulli, storico
amministratore di Ale.Fra Utensilerie, che negli anni ha saputo incarnare un modo di fare impresa fondato su competenza, visione e, soprattutto, attenzione alle persone.
Uno degli episodi che meglio raccontano il suo approccio è
il coinvolgimento di Ale.Fra nel grande progetto di recupero della Basilica Superiore di San Francesco ad Assisi, dopo il devastante terremoto del
1997.
Per Ale.Fra Utensilerie, società consociata di ConLAF srl, partecipare alle attività legate al grande restauro della Basilica ha rappresentato uno di quei momenti destinati a rimanere nella memoria.
Dopo il terremoto del 1997, il mondo si trovò davanti a una ferita enorme: il crollo di parte della volta affrescata della Basilica, con la distruzione di opere attribuite a Giotto e Cimabue, patrimonio artistico universale.
“Abbiamo ricostruito un puzzle infinito”
Così venne definita l’impresa dal maestro restauratore Giuseppe Basile: un gigantesco puzzle composto da decine di migliaia di frammenti.
Oltre 80 mila pezzi recuperati tra le macerie. 50 mila ore di lavoro.
Un centinaio di esperti coinvolti.
Frammenti identificati uno a uno, ricomposti, restaurati e riportati sulla volta della Basilica per ricostruire circa 80 metri quadrati di superficie pittorica.
Un lavoro immenso, fatto di pazienza, metodo e capacità tecnica straordinaria.
Quando ogni dettaglio conta
In un contesto tanto delicato, nulla poteva essere lasciato al caso.
Ogni attività richiedeva precisione assoluta, affidabilità degli strumenti e grande attenzione operativa.
È proprio in situazioni come questa che emerge il valore di aziende capaci di mettere competenze tecniche e qualità al servizio di progetti unici.
Per Ale.Fra Utensilerie essere presenti in un’esperienza di questo livello ha significato contribuire, con il proprio know-how, a un’opera di ricostruzione che andava oltre l’aspetto tecnico: restituire al mondo una parte della sua memoria culturale.
Il restauro di Assisi è stato anche un esempio straordinario di incontro tra tradizione e innovazione.
Accanto al lavoro manuale dei restauratori, entrarono in gioco strumenti digitali e tecnologie avanzate per catalogare e ricomporre migliaia di frammenti, anticipando approcci che oggi consideriamo fondamentali nel recupero conservativo.
Un’esperienza che dimostra come la tecnica, quando guidata da competenza e sensibilità, possa diventare uno strumento al servizio della cultura e della bellezza.
La visione di Ulderigo
In un progetto di questa complessità, Ulderigo Lulli comprese immediatamente che il contributo di Ale.Fra non poteva limitarsi alla semplice fornitura di prodotti o attrezzature.
Serviva organizzazione. Serviva metodo. Serviva creare le condizioni affinché professionisti altamente specializzati potessero lavorare nelle migliori condizioni possibili.
Fu questa capacità di guardare oltre il proprio ruolo a distinguere il suo operato.
Il contributo Ale.Fra e le soluzioni FAMI è stato un contributo di silenzioso, lontano dai riflettori, ma fondamentale per sostenere il lavoro quotidiano di chi stava materialmente ricostruendo un capolavoro della storia dell’arte.
Chi ha conosciuto Ulderigo Lulli ricorda non solo il professionista rigoroso e preparato, ma soprattutto la persona.
Una figura capace di instaurare rapporti autentici, di ascoltare, di comprendere il valore umano dietro ogni progetto.
Nel caso del restauro di Assisi, non si trattava semplicemente di collaborare a un grande cantiere. Si trattava di contribuire a restituire speranza a una comunità ferita e a salvaguardare una parte fondamentale della nostra identità culturale.
Ulderigo comprese profondamente questo significato.
La sua partecipazione fu guidata dalla consapevolezza che il lavoro, quando viene svolto con responsabilità e passione, può generare valore ben oltre il risultato economico.











Il contributo di Ale.Fra Utensilerie e il supporto delle soluzioni FAMI
Ci sono progetti in cui la qualità degli strumenti e dell’organizzazione degli spazi di lavoro diventa parte integrante del risultato finale.
Nel grande intervento di recupero della Basilica di Assisi, Ale.Fra Utensilerie ha potuto mettere a disposizione non solo la propria esperienza tecnica, ma anche il valore delle soluzioni FAMI, azienda di riferimento nell’arredamento industriale e nell’organizzazione degli ambienti di lavoro.
Durante un restauro di questa portata, ogni frammento recuperato doveva essere catalogato, protetto, ordinato e movimentato con estrema precisione.
Parliamo di decine di migliaia di pezzi — alcuni minuscoli e fragilissimi — da conservare in modo sicuro durante tutte le fasi di identificazione e ricostruzione.
In questo contesto, l’organizzazione dello spazio operativo diventava fondamentale tanto quanto il lavoro dei restauratori stessi.
Le soluzioni FAMI hanno contribuito a creare ambienti di lavoro efficienti, ordinati e funzionali: cassettiere tecniche, sistemi modulari di contenimento e postazioni operative pensate per garantire massima praticità, sicurezza e precisione nella gestione dei materiali.
Un supporto apparentemente “dietro le quinte”, ma in realtà essenziale per affrontare un progetto complesso come un gigantesco puzzle artistico composto da oltre 80 mila frammenti.
È anche questo il valore della competenza industriale applicata a contesti straordinari: trasformare organizzazione, metodo e affidabilità in strumenti concreti al servizio della cultura e della conservazione del patrimonio artistico.
Un patrimonio restituito al mondo
Dal 2002 i visitatori della Basilica hanno potuto tornare ad alzare lo sguardo verso gli affreschi restaurati: San Girolamo, i santi dell’arcone, i colori ritrovati di Giotto.
Immagini che sembravano perdute per sempre e che invece sono tornate a vivere grazie all’impegno di centinaia di professionisti.
Per Ale.Fra Utensilerie questa esperienza rappresenta ancora oggi un motivo di orgoglio: la testimonianza concreta di come precisione, affidabilità e passione possano contribuire anche ai progetti più straordinari.
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